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CONTRAZIONE MERCATO COSMETICO




15/11/09

Questa volta anche i vertici Unipro hanno dovuto ammettere l'evidenza. E così la parola crisi - che imperversa su tutti i mezzi di comunicazione - ha fatto capolino pure nel settore cosmetico (professionale incluso). Certo, sono cifre in rosso che se paragonate alle contrazioni di vendite e fatturati di altri settori fanno "sorridere" e lasciano ben sperare. Ma sono comunque dati che indicano un malessere. Nel nostro canale, soprattutto, dimostrano una volta di più quanto si siano allungati gli intervalli tra una visita e l'altra in salone. Come sempre, lo scenario industriale presenta andamenti disomogenei, canale per canale . Perdono poco i fatturati nei canali tradizionali, in particolare grazie a farmacia ed erboristeria. Di poco negativa la grande distribuzione. Male invece la profumeria. Proseguono le contrazioni delle vendite nei canali professionali, in particolare nei saloni d'acconciatura e nei centri di estetica. Nella sua globalità il mercato cosmetico si presenta comunque in contrazione del 2.5% per quanto riguarda il fatturato, vicino agli 8.100 milioni di euro, condizionato dal rallentamento del mercato interno (-1.9%) e soprattutto delle esportazioni con un calo atteso del 4.5% .

Fabio Franchina, riconfermato alla presidenza di Unipro, ha così commentato i dati elaborati dal Centro Studi e Cultura d'Impresa (consuntivo primo semestre, previsione secondo semestre 2009): "A livello internazionale - ha detto - pesano i forti condizionamenti sui consumi per effetto della crisi finanziaria che non ha ancora abbandonato la maggior parte delle economie mondiali. A livello nazionale i consumi di cosmetici sono influenzati da una propensione al consumo più cauta, sicuramente incapace di rinunciare del tutto all'uso di prodotti per l'igiene e la bellezza personale, divenuto ormai quotidiano". Rallentano anche le esportazioni . Pesa il calo dei consumi negli Usa e in alcuni paesi europei. Nelle aree Bric e nei paesi asiatici (Vietnam, Thailandia, Singapore) l'offerta italiana di cosmetici resta molto competitiva. Tutti i consumi ai raggi X È evidente che il cosmetico è entrato da tempo nell'uso quotidiano: il consumatore non può più rinunciare ad un'abitudine entrata nella sfera igiene-bellezza-benessere, ma è sempre più attento al concetto di value for money.

Anche per il 2009 il mercato dell'acconciatura professionale è quello che più di altri risente del calo di domanda. La diminuzione delle presenze nei saloni e il minore fatturato della rivendita condizionano i risultati attesi: -7.1% nel primo semestre e -5.5% nel secondo. Il valore di mercato non supera nel 2009 i 690 milioni di euro.



Sul canale incide la vendita rallentata del colore, sostituita in parte dall'uso di soluzioni domestiche, mentre si assiste ad una tenuta dei trattamenti curativi. Più di tutto pesa la diminuzione delle visite in salone. Le vendite nel canale erboristeria sono ancora sostenute: per la prima parte dell'anno è attesa una crescita di due punti percentuali mentre per il secondo semestre si prevede un incremento del 2.5% (valore di mercato, 330 milioni di euro). Nel 2009 anche le vendite nei centri estetici confermano le difficoltà dei canali professionali. Dopo una contrazione del 4%, la previsione è meno pessimistica per il secondo semestre (valore di mercato 200 milioni di euro).

Quello che emerge da un'analisi più attenta è che l'identità del canale non ha ancora un profilo ben definito per le profonde modificazioni in atto nei diversi centri. Le vendite di cosmetici in farmacia sembrano invece risentire meno del generale calo di domanda. Anzi, registrano una crescita del 3% con un valore di mercato che tocca i 1.400 milioni di euro. Positive le previsioni per la seconda parte dell'anno (+3.5%), anche se sono inevitabili le tensioni attese sui consumi. Inoltre, le farmacie, più di altri canali di vendita, sembrano esprimere con facilità l'attenzione all'investimento sul prodotto cosmetico i cui prezzi registrano incrementi inferiori alla media. Il 30% del cosmetico skin care è ormai venduto in farmacia. Percentuali ancora più alte si segnalano per i cosmetici anticellulite, solari e curativi. Le forti tensioni sui consumi condizionano invece le vendite di cosmetici nella grande distribuzione (-0.5% nel primo semestre). Si prevede una lenta ripresa che si attesta intorno a un +0.5%, sostenuta in particolare dal nuovo fenomeno della grande distribuzione specializzata, dalle catene dedicate alla cura delle persone e della casa.

Per sostenere il canale, che copre oltre il 40% del mercato cosmetico nazionale con un valore che nel 2009 supererà i 3.600 milioni di euro, le imprese hanno sviluppato importanti investimenti negli assortimenti e cercato di ottimizzare i posizionamenti dei prezzi. È significativo e comprensibile l'aumento delle vendite nei discount. In calo, infine, l'andamento dei consumi nelle profumerie : -3% (primo semestre) e -2.2% a fine anno. Se si considera che nel 2008 era stato registrato un incremento dei prezzi del 5.7%, si comprende il calo dei consumatori nel canale che tuttavia rappresenta il secondo valore di mercato cosmetico dopo la grande distribuzione con oltre 2.350 milioni di euro. Il settore è condizionato da andamenti poco omogenei negli oltre 5 mila punti vendita dove, in generale, si assiste ad una tenuta di consumi di make-up e ad una contrazione degli skin care. Minore il calo dei consumi delle fragranze.




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